"Pioggia di jazz"
Cade sul bianco,
cade sul nero,
ora più lenta,
ora più veloce.
Pioggia incessante sul tasto dissonante.
L'orecchio si culla,
si adagia sul nulla...
Ma ecco la nota che chiede attenzione
ora più desta,
ora più quieta.
Una voce accompagna
la pioggia misteriosa,
e fragile, e intensa,
sussurrata, silenziosa.
Occhi socchiusi, luci soffuse.
Gocce incostanti:
sonanti e sincopate.
Risveglio sincrono di sensi assopiti,
con la pelle bagnata
da una pioggia di jazz.
- S. Gargano -