La musica è l’unica estensione dei miei pensieri dove le parole falliscono e le macchine dominano. Nato sotto l'influenza dei Prodigy e dell’Hip Hop, ho ereditato l’ossessione per il campionamento, i breakbeat e una filosofia DIY radicale: se vuoi che sia fatto bene, fallo da solo.
Dal 2015 il mio percorso si è fatto fisico: partito da una Korg, oggi fondo il flusso di Ableton alla violenza dei synth analogici. Non cerco la perfezione, ma il suono viscerale. È un’ossessione notturna: incastro pattern finché la traccia non ha un’anima.
Dal 2015 guido Teknologique Labels (attiva dal 2001) e nel 2017 ho fondato il Teknologique Sound System. Il senso di tutto è davanti al muro di casse: vedere il suono che spazza via i pensieri e annulla i problemi nel buio. Restiamo solo noi e il ritmo. Nient’altro.